L’Azienda agricola Abbadia Ardenga torna al Vinitaly. In questa edizione 2026 i vini aziendali saranno presentanti all’interno dell’area del Consorzio del Brunello, Padiglione 9 Toscana – Stand B4, Sub 7.
Il Vinitaly è l’occasione per presentare le nuove annate di Brunello e Rosso di Montalcino che sono frutto dei recenti investimenti in vigneto e in cantina e della collaborazione, instaurata da alcuni anni, con l’enologo Paolo Caciorgna. Si tratta di un progetto che segna un’evoluzione concreta nello stile dei vini di Abbadia Ardenga, sempre più orientata alla qualità, alla piena espressione del territorio.
“Siamo orgogliosi dei prodotti che presenteremo perché raccontano davvero il Brunello, il sangiovese nella sua tipicità, mettendo l’accento anche su freschezza e spiccata acidità che dei vini di Montalcino sono una nota peculiare – dice Rosanna Zari, direttrice dell’azienda – Saremo al Vinitaly insieme al Consorzio, siamo parte di un territorio e di un progetto più complessivo in cui crediamo tutti fortemente”.
“E’ un periodo complicato per l’economia mondiale, lo sappiamo, ma guardiamo anche con ottimismo e determinazione a questo Vinitaly, sicuri che la qualità dei prodotti, la capacità di attrarre e raccontare storie di tipicità e territorio delle nostre realtà siano centrali e determinanti – aggiunge Zari – Conosciamo la visione dinamica che il Consorzio – di cui facciamo parte dal 1967 e di cui siamo soci fondatori – ha verso nuovi mercati così come conosciamo la sua attenzione verso paesi tradizionali. Un’area su cui noi come Abbadia Ardenga stiamo investendo sempre più è l’enoturismo, ospitiamo nella nostra cantina wine lovers ed appassionati enoturisti per raccontare la nostra storia antica e i nostri prodotti”.
Chi siamo
La cantina de il Poggio – Abbadia Ardenga, a Torrenieri (Montalcino) è un vero e proprio museo. Archi a tutto sesto, pietre di torre mantenute nel loro sito naturale, pertugi, cunicoli di fuga e feritoie per la difesa, antichi pozzi e acque sotterranee che scorrono proprio sotto la cantina. All’interno si possono ammirare le tracce di un lungo e glorioso passato.
Vi sono i resti della fortificazione feudale e quelli della “Fermata-Osteria” al servizio della strada Romana-Francigena. Un vero e proprio museo costruito, oltre che con tanta passione ed amore, con
capacità e moderni criteri espositivi. Non a caso oggi questi locali fanno parte delle bellezze storiche del Parco della Valdorcia e sono meta di un turismo attento e qualificato.
La proprietà e la vocazione a solidarietà, cura, cultura. L’intera proprietà è della Società di Esecutori di Pie Disposizioni in Siena ed è composta da 8 ettari di oliveti e da 10 ettari di vigneti. La metà di questi ultimi sono iscritti per la produzione di Brunello di Montalcino. Il ricavato dell’azienda viene utilizzato dalla proprietà per la gestione delle Case di riposo, di musei e di attività culturali e sociali.
Le vigne si trovano in zona collinare esposte a sud-est sul versante senese del Comune di Montalcino. Grazie a una buona composizione del terreno e un microclima molto favorevole, qui le uve raggiungono la completa maturazione ed acquisiscono un complesso di preziosi gradevoli aromi che poi trasmettono al vino. Rispettando le secolari tradizioni non è stato cambiato l’assetto produttivo aziendale.
La storia di Abbadia Ardenga è antica e movimentata ed affonda le radici nel profondo Medio Evo quando, nel secolo XI, fu fondato il Monastero dell’Ardenga ad opera di un conte di stirpe francese, dei Ranieri. Il Monastero fu in parte distrutto, secondo il triste destino delle tante località del contado senese nel duro periodo medio-evale. Nella Chiesa romanica di S. Andrea di Abbadia Ardenga, sono stati ritrovati degli elementi di architettura dell’epoca, ma il ritrovamento di oltre due terzi di un’antica cripta è sicuramente il più importante e sensazionale. Si tratta di una cripta a sette navate di cui due occupano l’intera larghezza della Chiesa. Provenienti da Abbadia Ardenga e conservati presso la Pinacoteca di Siena sono: il Paliotto romanico il primo dipinto datato, della scuola senese (1215) e le tavolette raffiguranti Storie delle Passione di Cristo, attribuite a Giudo da Siena (1275-1280).